Dal 13 ottobre al 29 dicembre 2006
Direttore artistico: Moonwatcher
Presidente della giuria: Oriana Fallaci
Membri della giuria: Luca Giurato, Stefano Zecchi, Aldo Busi e Cristiano Malgioglio
Film in concorso:
“Prospera’s book” di Pietro Viaverde.
Una vergine, Prospera (Eva Henger), dopo aver posato nuda per un book fotografico, finge di aver avuto un bambino, partorito in realtà da una madre decrepita e organizza un business attorno al miracolo. Ma quando il marmocchio viene sequestrato dal vescovo (papa Raztinger) la ragazza lo uccide e per punizione il vescovo la fa violentare a morte da 217 soldati mentre la folla si spartisce il cadaverino del poveretto. Dallo stesso regista de “I misteri del giardino del dottor House”, una simpatica commedia degli equivoci.
“Quell’oscuro oggetto di Desideria” di Luigi Bunelli
Desideria (Rosy Bindi) è una tranquilla ragazza che torna nell’Afghanistan della sua infanzia. Mentre si trova nei pressi di una trattoria gestita da un losco borgataro romano, “Er piacione”, viene braccata e posseduta animalescamente da uno stallone locale, (John Holmes) il quale poi si scoprirà essere il gemello siamese del borgataro. Film di denuncia sul rapporto tra donna e animale, dal regista de “Il negro sterminatore”.
“Fallo selvaggio” di Davide Linciato
Storia di due ragazzi gemelli diversi di 65 anni sordomuti (Gigi e Andrea)che si ritrovano e si amano spudoratamente, nonostante uno sia un borghese piccolo piccolo e l’altro appartenga alla classe proletaria che va in paradiso. Si innamoreranno l’uno dell’altro, nonostante le difficoltà finanziare della Finanziaria. Classico film sull’incomunicabilità dei sessi, dal regista di “Il fallo che cancella”
“L’isola isolata” di Michele Uomo
Deturpato dal viso da una malattia che gli rende la pelle come quella di un’iguana, un violento tiranno (Iggy Pop) si ritira su un’isola delle Galapagos dove sottomette tutti quelli che vi fanno naufragio. Finchè non troverà un giorno la donna della sua vita, Godzilla e potrà morire in pace durante un rapporto orale col mostro. Il nuovo film del regista di “Fallhunter” prevede l’uso del digitale nelle sequenze più hard.
“In viaggio con Mentecatta” di Atomo Igoia
In un paesino sulle cime del monte Fuji un serial killer fa strage di bambini finché la gente si scaglia contro Mentecatta, una suora di 98 anni, accusandola di essere colpevole e di amare il Diavolo probabilmente. Ma una giornalista disinibita giunta per caso sul posto a causa di un incidente aereo, riuscirà a risolvere il caso. Igoia indaga ancora una volta la morale agreste, dopo il successo di “Vere fesserie”.
“Sussurri e gemiti”di Inigo Bergamo
Il riccastro e belloccio Oloferne che sodomizza la sua amante Giuditta ospita nel suo yacht personale 2 tizi conosciuti in Patagonia: tra uno scambio di scoppia e l’altro i 4 dopo essere scampati ad un totano alto 54 metri, attraccheranno in Spagna dopo 12 anni di naufragio dove grazie a Zapatero potranno unirsi tutti e 4 in matrimonio. Inigo Bergamo gira un’elegia dell’amore libero, dopo le polemiche di “La bottana vergine”.
“Tutto sul mio fallo” di Pietro Aldovrandi
Un gruppo di femministe isteriche che hanno abusato di un uomo, si confessano da uno psicanalista La seduta diventa così lo spunto per una riflessione sul fallocentrismo e sul tabù della società orale. L’autore, già conosciuto per un documentario sulla vita di De Sade, appartiene alla nuova ondata del neoneoneorealismo italiota.
“Un film menomato” di Emanuele Oliviero
Un pomposo e pompato attore di teatro (Arnoldo Foà) cerca di uccidere i critici che gli hanno stroncato il suo ultimo spettacolo “Sodoma e Gomorra “e per contrappasso li costringe ad aver rapporti orali multipli con i 79 schiavi negri che aveva ingaggiato per le scene di massa della sua ultima piece. Opera meta-autoreferenziale dell’immortale regista che a 149 anni torna dietro la macchina da presa (speriamo per l’ultima volta).
“Puparuolo meccanico” di Stanlio Cubico
Uno psichiatra pazzo sottopone 5 carcerati albanesi ad una cura chiamata “Roderigo“che consiste nell’assistere dal vivo a stupri e a violenze carnali in cui è vittima una suora ebrea. Purtroppo per lui i 5 riusciranno a liberarsi e lo faranno ardere vivo come torcia umana in un’acciaieria in Cina. Film postumo del Maestro, recentemente perito in un’esplosione nucleare mentre faceva i sopralluoghi per girare il suo nuovo film, “Il dottor Stramaroni”.
“Vivere e morie a Rebibbia” di Gugliemo Federichi
Una coppia di palestrati, in cella per associazione a delinquere di stampo mafioso con l’Opus Dei e traffico internazionale di droga con il Vaticano, fugge dal carcere di romano di Rebibbia. Dopo vari inseguimenti come quello sul Raccordo anulare contromano con un autoarticolato che trasporta testate nucleari, decidono di tornare al carcere non prima di aver sequestrato un bus dell’Atac, il 163 che ferma lì sotto. Alla fine patteggeranno con l’FBI un programma di protezione testimoni.
Al vincitore del Festival verrà conferito il prestigioso “Monolito d'oro” 2006