mercoledì, 29 novembre 2006 | ore 03:47
Vi segnalo un sito imprescindibile, che sicuramente prima o poi non potrete fare a meno di consultare, visto il servizio effettuato,i  prezzi vantaggiosi e la qualità dei manufatti: www.cofanifunebri.it.
Eccovi la mirabile presentazione dell’azienda, la cui mission non è molto difficile da capire:

“Nata nel 1965, l' azienda ha per oggetto la costruzione di sarcofaghi, urne cinerarie ed oggetti d'arte funebre in maniera artigianale avvalendosi della collaborazione di esperti maestri d' arte. L'azienda vanta una vasta esperienza nel settore della realizzazione di cofani funebri. D'altronde la scelta del legno massello, la raffinatezza dell'intaglio e l'originalità delle decorazioni ne sono la dimostrazione. I titolari della società, uomini semplici, volenterosi e di grande talento hanno reso possibile, negli anni, il raggiungimento di quella fama di grande prestigio che è ormai l'emblema della società.”
 
Lasciate però per un attimo la mente libera dai pensieri postumi e volgete lo sguardo sulla meravigliosa sezione del merchandising, concepita credo da un emulo di Lapo Elkan che si è appena sniffato 1 kg di uranio impoverito:

1-Di tutto rispetto il meraviglioso calendario (eccovi un assaggio) che accosta sapientemente donnine discinte con robusti cassoni in legno d'acero pronti per essere  tumulati. Magari con donnine annesse. Insomma il trionfo della necrofilia.


2 - Vi sono anche anche dei gadget di notevole pregio come questo splendido portachiavi portafortuna:



Ancora, un bel portacenere per custodire con se le ceneri (appunto) dei vostri cari:

E un prestigioso girocollo da donare alla donna della vostra vita (postuma), finchè morte non vi separi:

E come non dimenticare anche  la splendida galleria fotografica delle tombe con una sezione speciale sul Verano e la possibilità di votarne la preferita? Il pagamento si può effettuare comodamente on line con carta Visa o Mastercard ed è previsto uno sconto del 20 % per i gadget acquistati dai parenti delle vittime. La consegna è in 24 ore: pertanto non rimanete basiti se il giorno dopo il postino si dovesse presentare con una bella bara impachettata davanti a voi.In fondo il mestiere del tombarolo è quello più antico del mondo (a parte quello delle bagasce) e non si estinguerà mai, quindi se volete un lavoro stabile e sicuro...Meditate gente, meditate e ricordate: nella vita l'unica cosa certa è la morte.
 

Moonwatcher

jommy77 @ | commenti (4)(popup) | commenti (4)
mercoledì, 22 novembre 2006 | ore 02:34

jommy77 @ | commenti (3)(popup) | commenti (3)
lunedì, 20 novembre 2006 | ore 02:49



Come ogni notte vado a fare la mia bella passeggiatina lungo i viali della Cristoforo Colombo, alla ricerca del brivido e della violenza metropolitana. Prima però chiamo un taxi (abito all’Idroscalo di Ostia) poiché il giorno prima avevo investito un ciclope  tra Scilla e Cariddi (due amichette mie mica male) distruggendo la macchina. Lungo il percorso che mi conduce alla mia sporca ultima meta il taxista mi confessa di essere un ex brooker filosofo palestrato convertitosi a fare il tassinaro dell’Urbe grazie al decreto Bersani, e di essersi procurato una licenza fasulla grazie  ad suo amico d’infanzia, un certo Libero Culattone; e di essere stato amico intimo anche di Ninetto Davoli (pare che i due facessero all’amore – senza recitare - durante le riprese di “Uccellacci e uccellini” di Pasolini). Gli dico di fermarsi sotto il laghetto dell’Eur, precisamente dove un uomo travestito da elefante sta cercando di fecondare a forza un tronco d’albero (un baobab). Quindi pago il taxista in sesterzi sostenendo che mi sono dimenticato di convertili in euro, ma purtroppo  l’ominide si rifiuta di accettare la somma, in quanto non ha resto disponibile. Gli dico allora di aspettarmi 5 minuti, con il tassametro acceso, così io potrò cambiare i soldi in un locale lì vicino. Si tratta di una specie di locanda adibita a motel gestita da un rigattiere di Secondigliano che per hobby gestisce un traffico di droga internazionale con la mafia marsigliese, tipo “Il braccio violento della legge”. Scorgo anche sua moglie, che nascosta sotto il bancone del bar intrattiene un rapporto di intrattenimento con un suo cliente dall’accento arabo e con in mano una bandiera israeliana insanguinata. Per dirla tutta, un bel puttanaio di periferia sudicio e squallido per poveri reietti (non certo per uno figo e belloccio come me). Così, tra puttane, delinquenti e papponi, per nulla intimorito dall’ambientino, mi dirigo verso la cassa, dove una minorenne di 19 anni con un leccalecca leccato avidamente, una mano sul fallo del padre  e l’altra sul fallo del suo uomo (un ex calciatore sulla sedia a rotelle) siede alla cassa, (alla destra del padre) intenta più che altro a godere dei propri affetti (?) familiari. Purtroppo prima di me c’è una fila spropositata tipo: una coppia di pacs che intendono sposarsi con rito religioso nel motel mentre fanno all’amore, 3 minatori della TAV i cui cantieri sono a pochi passi da li (la Val di Susa), un bombarolo  iraniano che non sa come arrivare a S. Pietro (gli dico che potrà prendere il mio taxi e che lo pagherò di tasca mia), un regista gay americano indipendente malato di Aids, una vedova felicemente sposata con un noto imprenditore della Brianza appena scappato da Palazzo Chigi, un ex prete ora buddista, un ex buddista ora prete… Prima di me un euzone che dice di essere lì per prendere 38 confezioni di Pockett Coffee per  il suo capo Ettore, che ne è ghiotto. Dietro di me si accoda l’onnipresente Alfonso Pecorario Scanio il quale subito imbastisce un comizio dove costringe un puparuolo e una melanzana ad aver un rapporto orale sostenendo che anche essi vanno tutelati e devono godere di diritti civili. Sto quasi per sentirmi male davanti a quell’orrendo rapporto vegetale ma per fortuna che interviene l’amante della melanzana, er cocomero che si offre per cambiarmi i soldi al patto che massacri di botte quel fannullone coglionazzo dello pseudo politicante.


Accetto entusiasticamente e vado a parlare con i 3 minatori della Tav, proponendogli una fornitura gratuita di cocaina per sei anni a patto che si sbarazzino di quell’essere ignobile. E infatti visto che anche i 3 non ne possono più di sto stronzetto, si recano subito in un cantiere della Tav lì vicino, dove vanno a prendere 656 kg di tritolo usati in genere per fare le gallerie e lì piazzano sotto la macchina del demente, una Ferrari 348 a idrogeno. Esco da sta specie di topaia stracolma di casi umani inutili e condannati all’inferno.  Quindi pago  il tassista e gli dico che dovrà aspettare questo bombarolo iraniano che non sa come arrivare a S. Pietro. Finalmente dopo 3 ore posso fare questa benedetta passeggiatina, così inizio a percorrere i viali di questa romantico boulevard, la Colombo. Finchè, giunto all’altezza di una bisca clandestina, intravedo un ragazzo sui 70 anni che mi viene incontro dandomi un bacio in bocca, per cercare aiuto, così poi mi dirà. Dopo esserci appartati in un cesso della metropolitana dove amoreggiamo per qualche oretta, l’omuncolo mi confessa di essere un ex psichiatra cerebroleso appena uscito dal carcere di Rebibbia dove era rinchiuso da 50 anni per aver ammazzato un cavallo e poi essersi cucinato il fallo saltato in padella dell’animale. Questo solo perché il povero cavallo in psicoterapia con lui, aveva rifiutato il suo corteggiamento, in quanto già impegnato in una storia con una mucca, una certa Valeria Marini. Disgustato per questa truce e rusticana vicenda e in quanto animalista nonché paladino integralista del WWF, gli do un calcio contro i maroni, gli strappo i pantaloni e con un flex che casualmente mi portavo in tasca gli recido il fallo tra fuoco, fiamme e scintille. E siccome un bel lavoretto deve essere fatto bene, al posto del fallo e del suo bel buchino posteriore gli cucio un cerniera lampo saldandola, impedendogli così di riprodursi e ed evacuare fino alla fine dei suoi giorni. Infine getto il suo fetido corpicino dal cavalcavia proprio  mentre sta passando un treno della TAV Roma-Napoli. E contemporaneamente sento un botto assurdo provenire dal parcheggio di quella parvenza di locale gestito da quella massa di troiette e finocchietti dove avevo prima cambiato i soldi. E così, ed ormai l’alba, mi incammino lungo la strada per all’Idroscalo di Ostia, leggermente in colpa per questi miei scatti di violenza criminale ma anche compiaciuto per il bene che ho fatto questa notte all’umanità: eliminare in una serata un essere inetto come il Pecoraro e uno psichiatra cerebroleso zoofilo non è cosa che capita spesso.

 


Moonwatcher

jommy77 @ | commenti (2)(popup) | commenti (2)
mercoledì, 15 novembre 2006 | ore 20:15

Io amo (h)ardentemente questa donna! Oltre a cantare divinamente è anche di bocca buona! Eccovi una sua canzone tratta dall'album "You Are Free".


Cat Power

Free

There’s a dream that I see, I pray it can be
Look cross the land, shake this land
A wish or a command
A Dream that I see, don’t kill it, it’s free
You’re just a man, you get what you can

We all do what we can
So we can do just one more thing
We can all be free
Maybe not in words
Maybe not with a look
But with your mind

Listen to me, don’t walk that street
There’s always an end to it
Come and be free, you know who I am
We’re just living people

We won’t have a thing
So we’ve got nothing to lose
We can all be free
Maybe not with words
Maybe not with a look
But with your mind

You’ve got to choose a wish or command
At the turn of the tide, is withering thee
Remember one thing, the dream you can see
Pray to be, shake this land

We all do what we can
So we can do just one more thing
We won’t have a thing
So we’ve got nothing to lose
We can all be free
Maybe not with words
Maybe not with a look
But with your mind

But with your mind

jommy77 @ | commenti (1)(popup) | commenti (1)
sabato, 11 novembre 2006 | ore 01:03

Io sono vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione verso l’ascesa nel regno dei cieli. Io mi trovavo nell'isola chiamata Ponza quando rapito in estasi udii dentro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: “Quello che vedi, scrivilo in un blog e mandalo via e-mail alle seguenti sette chiese sconsacrate: San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo, S. Maria Maggiore, Sant’Andrea della Valle, Santa Croce in Gerusalemme e S.Milingo in Zagarolo”. Ora, come mi voltai, vidi sette falli d'oro su sette candelabri e c'era un essere in mezzo simile ad un parallelepipedo, con un abito nero lungo fino ai piedi e cinto al petto da una fibbia d’uranio impoverito. La base aveva l'aspetto di un triangolo rettangolo e la voce era simile a quella di un sibilo fortissimo. Alla sua destra giacevano sette vergini deflorate e il suo volto somigliava al sole dell’alba dell’uomo quando splende in tutta la sua forza. Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto, postumo.

Ma egli, posando su di me la destra, mi disse: “Non temere! Io sono l'Alfa e l'Omega, Colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente!Io sono il Primo e l'Ultimo e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi grazie all’eterno ritorno.Scrivi dunque sul tuo blog le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che accadranno dopo. Questo è il senso recondito delle sette vergini deflorate che hai visto nella mia destra e dei sette falli d'oro: le sette vergini deflorate sono il simbolo dell’allegoria della metafora dei sette nani  mentre i sette falli d’oro sono la metafora dell’allegoria del simbolo dei sette giorni della settimana”.

Moonwatcher

jommy77 @ | commenti (3)(popup) | commenti (3)
venerdì, 10 novembre 2006 | ore 19:20

Vai Clint, spacca il culo a tutti!
Reazionario piglia bene!


Moonwatcher

jommy77 @ | commenti (popup) | commenti
venerdì, 10 novembre 2006 | ore 02:21

Scusate se la foto c'entra poco con il post, ma l'ho messa per ricordare, postumamente,  un mio amico, un cavaliere, che era improvvisamente perito l'estate scorsa poco dopo aver fatto una partita di scacchi con me....
Ma torniamo all'ordine del giorno: nel nostro paese, ordunque,  girano sempre più spesso queste inutili (apparentemente) sigle dal significato oscuro (chiamonsi acronimi) e così mi è sembrato utile svelarvi i veri nomi dietro cui spesso si celano potentissime organizzazioni che hanno in pugno la sorte del nostro mondo e del nostro destino.


Moonwatcher



ACI: Associazione culattoni italiani
 
ANAS: Associazione nazionale automobilisti sbronzi
 
ATAC: Associazione trasportatori analfabeti e ciechi
 
CNR: Centro nazionale per rincoglioniti
 
ENAC: ente nazionale aeronautico cialtrone
 
ENEL: Ente nazionale degli euzoni lavoratori
 
FAO: Federazione anarchici omofobici
 
FBI: Federazione bagasce italiote
 
FICA: Frigide e ignobili coglionazze associate
 
FNSI: Federazione nazional socialista italiana
 
INPS: Istituto nazionale pederasti stimati
 
NAP: Negri armati contro i papponi
 
NASA: Nota associazione spendacciona americana
 
NATO: Neonata associazione per i travestiti occidentali
 
OMS: Organizzazione massonica socialista
 
ONU: Organizzazione nota per l’utilità (=0)
 
ODG: Ordine dei defenestrati dai giornali
 
PACS: Puttanone armati contro la società
 
SIAE: Società italiota anti euzoni
 
RAI: Ricattatoria associazione italiota
 
UIL: Unione italiota dei lecchini
 
UPS: Unione palestrati sadomaso

 
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lunedì, 06 novembre 2006 | ore 22:29

 

Dirt

Ooh, I been dirt
And I don't care
Ooh, I been dirt
And I don't care
Cause Im burning inside
I'm just a yearning inside
And I'm the fire o' life

Ooh, I've been hurt
And I don't care
Ooh, I've been hurt
And I don't care
Cause Im burning inside
I'm just a dreaming this life
And do you feel it?
Said do you feel it when you touch me?
Said do you feel it when you touch me?
There's a fire
Well, its a fire

It was just a burning
Yeah, alright
Ooh!
Burning inside
Burning
Just a dreaming
Just a dreaming
It was just a dreaming
It was just a dreaming

Play it for me, babe, with love!

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sabato, 04 novembre 2006 | ore 04:19

Sono aperte le iscrizioni al Cineforum da me appena istituito grazie ai fondi della malavita organizzata locale: per partecipare basterà versare solo una piccola quota associativa, 500 euro, oppure permutare il vostro fallo per devolverlo in beneficenza ad un’associazione, “Peni di amor perduto”, che organizza operazioni chirurgiche per travestiti. Le proiezioni si terranno nel cimitero monumentale del Verano, che sarà trasformato per l’occasione in un drive-in. Per guardare i film basterà parcheggiare le macchine lungo la tangenziale est all’altezza dell’incrocio con la Roma-Aquila. Provvederò poi personalmente ad abbattere le mura di cinta del cimitero grazie ai preziosi consigli di un no global reazionario che ce l’ha a morte coi morti. Agli incontri parteciperà un Membro dell’Opus Dei (un prete in borghese) che ci mostrerà in esclusiva il suo cilicio e un negro ebreo palestinese convertitosi al cattolicesimo per poter esercitare la libera professione di pederasta sulla Colombo.
Ecco il programma del Cineforum che inizierà il 25 dicembre 2024 (le date delle proiezioni dei film sono ancora da definire):
 
 
“Fino all’ultimo gemito” di Gianluca Codardo
 
“Per favore non mordermi sul fallo” di Romano Polacchi
 
“Piccolo grande euzone” di Arturo Penna
 
“La bella stronzona” di Giacomo Rivetti
 
“Gioventù palestrata” di Nicola Raggi
 
“La sola” di Alessandro Socurovo
 
“Il grande ano rosso” di Samuele Folle
 
“Il fantasma del fallo” di Bruno de Palma
 
“La nobildonna e il monolito” di Enrico Romeri
 
“Un mercoledì da euzoni” di Giovanni Migliore
 
“Il magnacciaro selvaggio” di Samuele Pachino
 
“F for Fallo” di Orsolino Beni
 
“Zagarolo mon amour” di Alan Renato
 
“Colazione da Ilvio” dì Blasco Eduardi
 
“L’euzone colpisce ancora” di Giorgio Luca


Moonwatcher
jommy77 @ | commenti (2)(popup) | commenti (2)
mercoledì, 01 novembre 2006 | ore 03:41



Sono ancora vivo. Vi scrivo dal manicomio criminale di Tor Lupara dove sono internato. Sto aspettando il turno delle 4 del mattino per il mio elettroshock quotidiano. Non so esattamente da quanto tempo mi trovo rinchiuso qua dentro. Vi dico solo che mi trovo in una cella d’isolamento delle stesse dimensioni di una bara. E che la mia cena consiste in uno bello scarrafone saltato in padella accompagnato da un bicchiere di acqua piovana ricavata dalle limpide acque di una fogna che sgorga qui vicino. E che dovrei dormire disteso su un arazzo intarsiato di perline d’amianto e usare come cuscino la testa insanguinata di un cavallo decapitato appartenente al direttore del manicomio che non voleva saldare i conti con la mafia locale.Nonostante ciò mi, hanno concesso il lusso di scrivere con un computer portatile le mie memorie, forse per tramandarle ai postumi posteri; quelle che leggete sono dunque gli ultimi scritti della mia querula esistenza, prima che la mia mente sia cancellata per sempre. E pertanto voglio raccontarvi come sono finito qui dentro. Cominciamo, allora.
Una sera me ne stavo nel salotto di casa mia a fissare un modellino del labirinto del giardino che mi ero fatto apposta ricostruire in scala reale, quando all’improvviso inizia a suonare il campanello ripetutamente. Mi accosto alla porta e sento gridare aiuto da un uomo (fuoricampo) che sostiene di aver avuto un incidente d’auto con altri due amici che sono feriti gravemente. Mosso dal mio animo sensibile e innocente, apro la porta e subito tre individui mascarati si lanciano su di me strappandomi il mio pigiamino a pois e abusando senza ritegno del mio corpicino (150 kg) per una dozzina di ore. Uno di loro inizia anche a cantare “Singing in the rain” ma io, contrariato, gli chiedo di dedicarmi “Come è bello far all’amore da Trieste in giù” della Carrà, visto che mi sembra più consona e così vengo accontentato.Fuori intanto albeggia. Alla fine ringrazio i tre, ormai esausti, per il loro servizietto gratuito che mi ha procurato gioie e dolori. Intanto, vedo uno di loro dirigersi verso il bagno. Morbosamente lo seguo e lo spio dal buco della serratura. L’uomo si sistema davanti allo specchio e si leva un attimo la maschera per sciacquarsi la bocca usata per le attività orali col sottoscritto e… orrore scopro che in realtà è la sua vera identità è quella del maledetto Ettore Fieramosca, il mio peggior incubo.Tirato lo sciacquone l’euzone impavido raggiunge i suoi simili, senza neanche salutarmi, sbatte la porta e se ne va con il suo elicottero ibrido a olio di colza e idrogeno parcheggiato dentro il mio labirinto (quello vero).Allibito e annichilito mi butto sul letto e per disperazione comincio a leggere il libro di Francesco Alberoni, “Elogio del gaio“ che mi aveva regalato mia nonna ieri sera prima di morire buttandosi dal Golden Gate. All’interno trovo un segnalibro inserito credo dal diabolico euzone con su scritto: “Ti abbiamo fottuto di nuovo. Non credere che sia finita qua. Domani ripasserò da te per l’ultima volta per rivoltare come un calzino il tuo culetto. Tuo Ettorino.”Sono senza parole. Torno verso il modellino del labirinto nel mio salotto e inizio a fissarlo con lo sguardo perso nel vuoto.Mi risveglio in questo manicomio.

Il placido dottor House

Lo psichiatra che mi ha in cura, un certo dottor House mi dirà che sono rimasto in quello stato di shock e prostrazione per circa 58 giorni e che avevano ritenuto giusto internarmi qui, a Tor Lupara. La terapia consisterà nella somministrazione per via anale di litio con capsule grandi come una banana e per via orale con una dose da pachiderma di antidepressivi (scaduti, visto che pare funzionino meglio). Inoltre l’affabile medico mi consiglia, anzi mi impone un elettroshock da effettuarsi quotidianamente alle 4 del mattino che provvederà gradualmente a cancellare tutta la mia povera mente fino alla morte celebrale. Ecco quello che mi è successo. Devo ammettere però che la cura sta funzionando. Dormo 23 ore al giorno, e quell’unica ora di vita pseudo cosciente la uso per mangiare il mio succulento pasto e per l’elettroshock notturno. Mi rimangono così giusto 27 minuti al giorno che dedico alla scrittura di questo memoriale. Che ora sono finiti. Scusate ma devo andare, mi stanno chiamando gli aguzzini per il suddetto trattamento. Mi accomodo sulla sedia, mi collegano gli elettrodi in testa e i divaricatori nelle palpebre. Su un telo scorrono le immagini di una legione di euzoni che marciano su Roma e conquistano Montecitorio. La mia mente intanto svanisce, lo sento, lo sento…


Moonwatcher
jommy77 @ | commenti (5)(popup) | commenti (5)